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GUSTAVO CHIOZZA
Molte le ragioni che ci hanno suggerito di proporre al lettore italiano questo lavoro di Gustavo Chiozza. Dichiariamo subito che nella trama di questo libro –di cui vorremmo venisse colta l’ispirazione unitaria- lo scritto di Gustavo Chiozza è un anello assai importante: significativo per l’argomento specifico che svolge, per il rigoroso metodo filologico ed ermeneutico con cui lo tratta, per gli spunti profondi e convincenti che ne trae al fine di dimostrare che anche le tesi del primo Freud si distanziano dalla prima epistemologia e possono essere lette –con buona pace dei suoi discepoli- alla luce della seconda, dove acquistano il loro più profondo e vero significato di "svolta".
Ma un altro aspetto di questo lavoro sentiamo di dover richiamare: vogliamo riferirci al collegamento che l’Autore stabilisce tra il pensiero di Freud e quello di Luis Chiozza. Non si tratta di una testimonianza di devozione filiale, ma di un acuto discernimento nel testo freudiano di "quel non detto nel detto" che i più geniali dei suoi discepoli sono stati capaci di rendere esplicito non imprigionando le tesi che Freud formulò in un codice canonico inalterabile, ma aprendole alla psicoanalisi che non cessa di avvenire.
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INDICE DEL LIBRO
Carlo e Rita Brutti
Luis Chiozza
Carlo e Rita Brutti
Gustavo Chiozza
Luis Chiozza
Riflessioni senza consenso
Viktor von Weizsäcker
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