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LUIS CHIOZZA
Abbiamo scelto questo testo di Luis Chiozza per una ragione fondamentale. Come viene ricordato all’inizio, si tratta della lezione inaugurale ad uno dei periodici seminari all’Istituto Aberastury (precisamente il 17 febbraio 1999) sulla traccia di una conferenza che l’Autore tenne nel 1998 a Torino al Congresso Nazionale di Pediatria. Essa ci sembra un esempio efficace di come può avviarsi un dialogo interdisciplinare senza venir meno alla propria coerenza, ma anche senza l’intento, più o meno esplicito, di "colonizzare" gli interlocutori o di perseguire un piatto unanimismo.
Come è destino di chi si avventura in questi tentativi, il discorso di Chiozza, per quanto aperto e scevro da ogni durezza polemica, è "contropelo". Egli non pretende di dar forza alle sue tesi "basandole sull’evidenza" secondo la logica, oggi accreditata, di un realismo ingenuo. Egli ci ricorda che non basta l’evidenza per credere a ciò che vediamo e riteniamo di capire ma, echeggiando Agostino, che è necessario credere per poter vedere. Il dialogo è così riportato nella sua sede più idonea: quella dei principi ispiratori che presiedono alla costruzione di mappe per accedere alla conoscenza possibile del reale.
L’evoluzione delle mappe della psicoanalisi, dal modello fisico a quello storico, è descritta con chiarezza e incisività. Ma, lo ribadiamo, il maggior merito del testo sta nel criterio metodologico che lo supporta e che consiste nell’esplicitare i presupposti epistemologici da cui l’Autore parte per confrontarli con quelli di un sapere consensuale che, in quanto dominante, di solito omette di dichiarare i propri.
L’intento profondo dell’Autore ci è sembrato pure quello di dare un ulteriore contributo teso all’avvio di un confronto-incontro tra vecchia e nuova epistemologia, tra una psicoanalisi che è alle corde e la psicoanalisi che viene.
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INDICE DEL LIBRO
Carlo e Rita Brutti
Luis Chiozza
Carlo e Rita Brutti
Gustavo Chiozza
Luis Chiozza
Riflessioni senza consenso
Viktor von Weizsäcker
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